Nina's profile.·**·.¸(¯`·.¸*♥*La Music...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
.·**·.¸(¯`·.¸*♥*La Musica che c'è in Me*♥*¸.·´¯)¸.·**·.-L'armonia dell'anima- |
||||||||||
|
♥Il Sole esiste per tutti♥Nina a Cuore Aperto
Mio padre. Mio padre ha gli occhi grandi. Grandissimi. Grandissime mandorle scure che si chiudono all’ingiù, come se fossero sempre un po’ tristi. Anche quando sorride si formano quelle rughette al lato degli occhi, come per ricordargli i dolori più grandi della sua vita; quelli più spinosi, quelli che anche quando sei felice non te li puoi scordare. Ha la pelle luminosa e il sorriso aperto. Sorriso sempre sincero perché in fondo è rimasto un po’ bambino e non riesce a ridere se prima non lo fa nel cuore. Sorriso con fossetta. La mia fossetta, perché ce l’ho anch’io quella stellina al lato delle labbra. Mio padre ha le mani grandi che da bambino quando le guardi dici: “oh menomale di questo qua mi posso fidare sicuro”. Perché dalle cose grandi nascono solo cose grandi e sicure. Per tutti lui è “l’ingegnere”, quello impegnato, quello sempre al telefono, quello che fa la voce grossa, quello che lavora tanto. Tantissimo. Ci sono stati momenti in cui mi sarei fatta fare volentieri un contratto a tempo indeterminato da lui: almeno, fossi stata una sua dipendente ci avrei parlato molto, ma molto più facilmente. La nostra è una storia bella complicata, assolutamente impossibile da spiegare in poche righe. Come tutte le storie d’amore in fondo. Amore puro, che anche se non lo vuoi ti rimane sempre dentro. Per tutto questo è necessario che strade apparentemente inconciliabili comincino ad incrociarsi. Si sa che molto spesso nelle famiglie sono le Donne ad essere il collante per gli affetti. Donne forti, dalle spalle larghe e il cuore grande. Donne con gli occhi pieni d’amore e speranza per il futuro. Queste Donne sono il motore del mondo. E se non vuoi farlo tu, allora sarò io quella Donna. Passo dopo passo, errore dopo errore, troverò la strada anche in questo caso. Mi fido del sole, che illumina tutto. Mi fido di quella che sono, dei buoni sentimenti che mi animano. Mi fido della mia forza e del mio entusiasmo. Mi fido della mia capacità di entrare in empatia con le persone. Mi fido della mia convinzione che in fondo tutti hanno un cuore a cui arrivare. Basta trovare la chiave giusta. E poi chiaramente anche un po’ di Fortuna non guasterebbe … si ecco me ne metta 500gr grazie! [...E’ trasceso il concetto di un errore
♥Noi quelle che..♥[...Noi le Donne noi, La prima carissima amica che si sposa. La prima amica che mi dice “Sai Nina penso che io e il mio amore convoleremo nell’estate del 2010”. E io che da quella frase provo un’emozione immensa nel cuore. Perché quella frase vuol dire tante cose per tutte noi. Per tutte noi che siamo amiche da una vita. E allora eccomi qui, con le braccia appoggiate sul tavolo, lo sguardo perso chissà dove e la mente che sfoglia l’album dei ricordi. Noi amiche neo18enni durante la prima vacanza da sole,noi universitarie, noi che ci facciamo 20 ore di pullman fino in spagna. Noi che eravamo quelle che a ballare ci andavano come un fronte compatto, noi che eravamo quelle del “Oh quello ti guarda, non cagarlo non cagarlo!”, “Oh ma mica ti piacerà davvero quello??”. Noi che eravamo quelle che la sera in albergo ci tornavano abbracciate così che se una era ubriaca e cadeva, cadevamo tutte insieme. Noi che eravamo quelle che alle nostre lauree hanno brindato sbattendo il bicchiere un po’ più forte degli altri. Noi che siamo quelle che sanno ancora piangere abbracciate. Noi che siamo quelle del “anche se non sono d’accordo con te davanti agli altri ti difenderò sempre”. Noi che siamo quelle che possono essere ovunque, ma comunque sempre legate da un filo invisibile. Noi che siamo quelle che anche se sono innamorate non si dimenticano mai delle amiche. Noi che siamo quelle del “il tuo fidanzato è un tipo a posto, ma se ti fa soffrire gli spacco il tacco in testa”. Noi che siamo quelle che verso il futuro ci andiamo a braccetto (e pure in bagno!!!). Noi che stiamo diventando donne, ma che grazie a dio sappiamo ancora essere Amiche Sincere, con un cameratismo maggiore di quello degli uomini. Noi che siamo quelle che la mano se la terranno per Tutta la Vita...Ragazzi è ufficiale: anche quella pellaccia dura di Nina si commuove
♥La GeograFia del Mio Cammino♥[...Ricomincio da qui Fatiche, lacrime, incertezze. Momenti in cui sai che vai, ma non sai dove. Momenti in cui usi la pancia come navigatore satellitare. Scelte, tante scelte. Scelte che nel momento in cui le fai ti dici “questa o è la più grande cazzata della mia vita, o se ho ragione è come vincere alla lotteria”. Scelte che ti fanno sentire sul precipizio dell’inizio o della fine. Rabbia. Rabbia che a stento trattieni. Orgoglio. Orgoglio ferito che ti condanna a quei momenti in cui vorresti disperatamente ottenere il consenso universale: in fondo solo perché non hai il tuo. Essere la brava bambina, essere perfetta così nessuno ti potrà criticare. Così niente ti potrà toccare. Non esiste stronzata più grande del perfezionismo: è l’antitesi della forza. La forza di imporre te stessa e il tuo modo di essere agli altri. Il coraggio di non rientrare in uno schema globalmente accettato, di non essere omologata al manichino esposto nella vetrina della società bene. La follia di essere colorata. La capacità di considerare i giudizi impietosi altrui nient altro che modi per nascondere le proprie mancanze. Abbandonare il bisogno spasmodico di essere accettati dagli altri perché sei tu la prima che non accetta se stessa. Valorizzarti, proteggerti, asciugare le tue lacrime. Trovare una casa accogliente in te stessa, smetterla di fare il giudice inquisitore delle tue mancanze. Non vestire le tue insicurezze come tenacia e abnegazione perché sotto sotto rimarranno sempre tali. Non avere paura di brancolare avanzando nel buio perché è l’unico modo per trovare l’interruttore della luce. E’ bello camminare tra le persone fiera di quella che è la tua individualità, senza pentirti di niente. Improvvisamente cominci anche a trovare indicazioni stradali. Felicità: 40 mt. Qualche passo, coraggio. Forse uno solo.
♥Io posso dire la mia sugli uomini♥
[...Vi consiglio caldamente di vedere questo video,è unico!
♥Mill'e un difetto. Che meraviglia!♥[...Insieme, la vita lo sai bene
Mi è sempre venuto facile amare gli altri. Adoro osservare le persone, ognuna è un mondo a parte: ha emozioni uniche, storie assurde da raccontare, progetti da realizzare, insomma un’intera vita da vivere. Ascoltare una persona è meglio di leggere qualunque libro, viverla è un’esperienza che va al di là di ogni immaginazione. Al contrario mi è sempre venuto difficile amare me stessa. Accettarmi per quella che sono, pregi e difetti. Si, lo ammetto: sono una perfezionista in azione, e nonostante questo mi aiuti molto in campo lavorativo, sicuramente non mi rende la vita facile per quanto riguarda la convivenza con me stessa. Inconsciamente ho sempre messo i miei obiettivi prima di me: laurearmi, essere una persona corretta, una brava figlia, una brava amica, una brava fidanzata. Non è mai importato quanti sforzi ci volessero per arrivare al mio obiettivo, non importava quanta forza fosse necessario impiegare, l’importante era arrivare. Era, si uso il passato. Perché un giorno mi sono ritrovata a pormi la classica domanda che tutti si fanno una volta nella vita: “Si ok voglio arrivare. Ma arrivare dove?” E mi sono accorta che questa laureata, persona corretta, brava figlia, brava fidanzata si era persa un po’ di sé per strada. E allora ecco che, puntuale come solo le cose difficili sanno essere, è arrivata la domanda successiva: “Vale ma tu sei felice?” Domanda apparentemente banalissima. Il dramma era che io non sapevo darmi la risposta. Non lo sapevo. Io non sapevo una cosa così importante di me. Io conoscevo solo i miei obiettivi. Mi sono accorta che non mi sono mai fermata ad osservare tutta la strada che macinavo per raggiungerli. Com’era il paesaggio? Cosa provavo? Ero soddisfatta? E’ proprio da tutte queste domande che è nato l’incontro con la parte più intima di me. La vera me oserei dire. Ho scoperto che ho una marea di difetti: sono una testona della peggio categoria, se ho un’idea la porto avanti ad oltranza cercando in tutti i modi di spiegare agli altri le mie ragioni. Mi commuovo facilmente, ho le lacrime in tasca oserei dire. Piango più o meno per tutto quello per cui si può piangere: una canzone, un libro, un bel film. Sempre di nascosto però, perché non sono plateale. Ho paura del buio, e ancora adesso a 26 anni quando sono in casa da sola la sera faccio certi fugoni verso la luce che se mi vedesse qualcuno da fuori mi prenderebbe per matta. Sono orgogliosa fino a diventare quasi orgogliona. Ma sono anche sincera e sono un’amica fedele. Mi batto fino allo stremo per le cose in cui credo perché non è mai finita fino a quando non decidi che è finita. Amo ridere e amo le giornate di sole. Ritengo di avere più difetti che pregi, ma credo di essere arrivata ad un buon trade off. Paradossalmente ora che le conosco e le accetto in un certo senso amo anche le mie mancanze (questo non vuol dire che non faccia niente ogni giorno per cercare di migliorarmi). Dopotutto sono anche e forse soprattutto loro a rendermi quella che sono.Oggi ho una maggiore consapevolezza della mia essenza e questo mi permette di raggiungere quello che desidero con meno fatica e più entusiarmo. So che posso fidarmi di me stessa e questo mi rende tranquilla nelle difficoltà. Consapevole che sono il primo essere che ho il dovere di amare per riuscire a farlo anche in maniera molto più completa verso gli altri. Il primo essere di cui ho il dovere di realizzare i sogni. La prima persona di cui non devo dimenticarmi mai. Perché dimenticarsi di se stessi in fondo è un po’ come dimenticarsi di tutto il resto del mondo. Amarsi per amare e per creare amore!
[...Che sapore ha, quando arriverà sopra i cieli grigi delle città
|
|||||||||
|
|